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Il giorno dopo la gente ancora deve realizzare l’accaduto. E forse non è detto
che lo realizzerà tanto presto. Gli Emperor hanno tenuto uno show assolutamente
strabiliante, che ha annichilito i più e li ha eretti d’ufficio trionfatori dell’Inferno
Festival 2006. Il silenzio, quel vuoto di parole alla fine del concerto dei norvegesi
vale più di tutti gli aggettivi che non renderebbero pienamente la descrizione
di quell’amalgama di suoni che riesce a rapire i sensi dei presenti. Una conferenza
stampa con i tre al completo, con tanto di introspezione, chiarisce il futuro
degli Emperor e svela qualche dettaglio in più sul passato, visto ora con un occhio
diverso e quindi magari ancora più obiettivo. La parola quindi ai tre imperatori
nel loro “into the infinity of thoughts”.
IL PRESENTE
ALLORA, COM’È STATO IL RITROVARSI ON STAGE?
Ihsahn: "E’ stato un grande piacere, eravamo veramente contenti di essere sul
palco. Abbiamo avuto un grande responso dalla folla, ci teniamo quindi a ringraziare
tutti quelli che hanno partecipato, sappiamo che provenivano da tutte le parti
del mondo. Grazie veramente".
CIRCA UN ANNO FA AVEVATE GIÀ SUONATO TRE CANZONI ALLA FESTA PER L’ANNIVERSARIO
DI SCREAM MAGAZINE, IERI È STATO DIVERSO? AVETE PROVATO QUALCOSA DI DIVERSO PER
QUESTO SHOW INTERO? Ihsahn: "Personalmente è stato molto più soddisfacente, lì abbiamo suonato solo
tre canzoni".
Samoth: "Sì, avevamo finito prima ancora di cominciare (risate, ndR)!".
DA QUANTO TEMPO AVEVATE COMINCIATO A RIPROVARE IN VISTA DI QUESTI APPUNTAMENTI
LIVE?
Samoth: "Abbiamo iniziato all’inizio di quest'anno".
Ihsahn: "Sì, ma molto lentamente, con tutta calma".
E QUANTE PROVE AVETE EFFETTUATO QUESTA SETTIMANA?
Trym: "Tre volte".
VI È PIACIUTO STARE ON STAGE?
Ihsahn: "Sì, ci è piaciuto, sappiamo di fare pochi concerti, quindi ci siamo
concentrati per bene su questo aspetto della band e quindi è stato tutto più semplice".
A PROPOSITO DELLA SETLIST, PERSONALMENTE L’HO TROVATA BEN BILANCIATA, RICCA DI
QUELLO CHE LA GENTE VOLEVA VERAMENTE ASCOLTARE. COME L’AVETE CONCEPITA?
Samoth: "E’ stato un mix di quello che ci piace suonare e di quello che la gente
vuole sentire. Bisogna trovare il giusto bilanciamento quando si prepara una setlist".
PER LA PRIMA VOLTA LA GENTE HA POTUTO ASCOLTARE UNA SONG ESTRATTA DA “PROMETHEUS”
LIVE ("IN THE WORDLESS CHAMBER"), È STATO SPECIALE?
Ihsahn: "Sì, come hai ricordato non abbiamo mai suonato materiale live da 'Prometheus',
è stato piacevole”.
A PROPOSITO DEL RITORNO SUL PALCO, C’È STATA QUALCHE DIFFICOLTÀ?
Ihsahn: "Be’, qui avevamo già suonato nel 2000: all’inizio pensavo di essere
più nervoso, ma poi con il passare del tempo tutto è divenuto più facile. E' stato
quasi come ritrovarsi nel nostro ultimo tour nel 1999. Tutti eravamo ben concentrati
su questo show. E’ stato facile”.
UNA DOMANDA PER I DUE MEMBRI DEGLI ZYKLON: PER VOI È STATO UN LIVE SHOW COME
GLI ALTRI O DECISAMENTE QUALCOSA DI SPECIALE?
Samoth: "E’ stato decisamente qualcosa di speciale, assolutamente non come un
classico Zyklon show. E’ stato un concerto assai più grande, con una setlist più
lunga, delle aspettative molto più grandi da parte dei fan".
Trym: "Definitely something special!".
QUANDO AVETE COMINCIATO A PARLARE DI UNA REUNION?
Ihsahn: "Circa due anni fa abbiamo iniziato a parlarne... parlavamo di suonare
qualche data insieme se non ricordo male".
LA DOMANDA RIMANE: PERCHÉ ORA?
Samoth: "Perché no?".
Ihsahn: "La cosa si è sviluppata molto lentamente, ne abbiamo parlato ma il tutto
non si è concretizzato finché non siamo stati pronti. Tutti sappiamo che ci sono
delle tristi reunion e delle cool reunion... be’, noi volevamo essere parte di
questa ultima categoria".
UNA DOMANDA UN PO’ SCOMODA, MA MOLTI SI CHIEDONO SE CI SONO DELLE RAGIONI COMMERCIALI
DIETRO QUESTO COME BACK…
Ihsahn: "Non abbiamo fondato gli Emperor per i soldi, il nostro ritorno è dovuto
alla voglia di suonare ancora insieme e di far fronte alla domanda pubblica dei
nostri fan".
ED ORA COME VI REGOLERETE? LA DOMANDA PER I VOSTRI SHOW È OVVIAMENTE GIGANTESCA...
Ihsahn: "Siamo contenti di quello che abbiamo fatto fino ad ora e non vogliamo
fare niente di cui pentirci poi, quindi per ora stiamo bene così".
IL FUTURO
SUBITO UNA RISPOSTA ALLA DOMANDA CHE TUTTI SI PONGONO: CI SARÀ UN ALTRO CD DEGLI
EMPEROR?
Trym: "No!"
Samoth: "Yes (risate, ndR)!".
Ihsahn: "So bene che avevo detto che non ci sarebbe stato un altro live show
degli Emperor ed invece eccoci qui il giorno dopo, quindi mai dire mai. Comunque
adesso non sappiamo quello che accadrà, ma per fare un altro album dovremmo sentirci
veramente forti, per scrivere del buon materiale. Per ora siamo contenti di essere
di nuovo insieme e di quel che stiamo facendo. Noi siamo stati sempre una band
'no compromise', non abbiamo fatto mai nulla per compiacere l’opinione pubblica
o per fattori commerciali. E anche per questo siamo contenti della posizione che
abbiamo".
QUANDO VI SIETE SCIOLTI, STAVATE PER DIVENTARE UNA GRANDE BAND. L’IMPORTANZA
ED IL PENSIERO DELL'OPINIONE PUBBLICA VI HA INFLUENZATO IN PASSATO O VI INFLUENZA
ORA?
Ihsahn: "No! Apprezziamo l’entusiasmo se questo è il messaggio che ci arriva.
Ma per il resto non scendiamo a compromessi, è stato sempre così".
IL PASSATO
COME È NATO IL PROGETTO EMPEROR?
Samoth: "E’ stata una mia idea, credo corresse l’anno 1991, volevo suonare qualcosa
di più estremo rispetto al death metal tecnico che suonavo con i Thou Shalt Suffer.
Volevo suonare qualcosa di più puro, sulla scia dei Celtic Frost. Inizialmente
Emperor era inteso come una side project band ma poi le cose si sono evolute in
maniera diversa".
Ihsahn: "Io e Samoth abbiamo iniziato a suonare insieme quando avevamo tredici
anni, suonando heavy metal, poi andando sul thrash e poi sul death metal con i
Thou Shalt Suffer e poi con gli Emperor".
ANALIZZIAMO ORA LA VOSTRA DISCOGRAFIA, ANNI DOPO. PARIAMO DAL DEMO “WRATH OF
THE TYRANT”, È STATA LA PRIMA COSA CHE AVETE TIRATO FUORI...
Ihsahn: "Registrammo il demo con un otto tracce".
Samoth: "Quattro!".
Ihsahn: "Sì, esatto, scusami (risate, ndR)! Con un quattro tracce di cui una
traccia per la batteria, una per il basso, una per la chitarra, mentre le voci
sono state registrate tutte live in una sola volta, con tre persone intorno a
noi che reggevano dei microfoni. Quante risate. C’è un po' di magia in quel demo,
nonostante il suono non sia molto buono".
E SUBITO DOPO AVETE REALIZZATO UN FULL-LENGTH ALBUM... MOLTO PRESTO RISPETTO
AD ALTRE BAND. A VOI È CAPITATA SUBITO L’OPPORTUNITÀ DI FIRMARE UN CONTRATTO…
Ihsahn: "A quel tempo eravamo una delle prime band ad aver firmato con la Candlelight,
per il CD split con gli Enslaved. All’epoca eravamo già contenti del fatto di
riuscire a registrare un CD: noi eravamo nel circuito del tape trading, quello
di registrare lo split fu un bel traguardo. Secondo me non fu affrettato, tutto
avvenne gradualmente. Facevamo circolare dei demo all’epoca e poi vendemmo un
migliaio di copie con il lavoro dei Thou Shalt Suffer. Credo quindi che all’epoca
non facemmo un passo più lungo di quello che potevamo permetterci".
A PROPOSITO DELLO SPLIT CON GLI ENSLAVED, COME NACQUE LA COSA? ERAVATE IN CONTATTO
CON LORO OPPURE FU L’ETICHETTA AD “ORDINARE” QUELLO SPLIT CD?
Ihsahn: "Conoscevamo Ivan e Bjorn da quando avevamo tredici anni... una volta
facemmo ubriacare Samoth, lui aveva solo dodici anni (risate generali, ndR)! Ci
conoscevamo tutti fra musicisti: noi, gli Immortal, gli Old Funeral...".
PENSATE CHE QUESTO FATTO DI ESSERE COSÌ LEGATI COME BAND SIA UNO DEI SEGRETI
DELLA SCENA NORWEGIAN BLACK METAL?
Samoth: "Sì, è questo!".
Ihsahn: "Non c’era un vero segreto dietro al norwegian black metal. All’epoca
per noi fu molto semplice, noi non avevamo niente da copiare, perché all’epoca
non c’era nulla da copiare. Volevamo soltanto fare del nostro meglio, questa era
la nostra ispirazione. Abbiamo seguito l’istinto, penso che molte di quelle band
nostre contemporanee abbiano fatto come noi, seguendo l’istinto. Anche noi però
abbiamo avuto le nostre influenze, chiaramente. Siamo cresciuti ascoltando Dio,
Twisted Sister, Iron Maiden, Wasp, Judas Priest...".
POI VENNE “IN THE NIGHTSIDE ECLIPSE”. QUANDO USCÌ SI TRATTAVA DI QUALCOSA DI
DIFFERENTE E SCAVÒ UN SOLCO FRA VOI E LE ALTRE BAND. NOTASTE QUESTO ALL’EPOCA?
Ihsahn: "Non a quel tempo. Ma successivamente ci rendemmo conto dell'importanza
delle tastiere nel nostro sound, ad esempio. Noi usavamo delle 'happy keyboards'
nei Thou Shalt Suffer, ma negli Emperor erano totalmente diverse e questo contribuì
a differenziarci dagli altri".
QUANDO USCÌ, “IN THE NIGHTSIDE ECLIPSE” EBBE UN GRANDE IMPATTO SULLA STAMPA,
CI FURONO POI DEI MOMENTI DI DIFFICOLTÀ PER LA BAND, NON TUTTI VOI ERAVATE NELLA
CONDIZIONE DI SUONARE (IN MERITO ALL’INCARCERAZIONE DI SAMOTH)…
(Samoth e gli altri ridono, ndR)
Ihsahn: "Non abbiamo mai visto questo evento come un problema per la band".
Samoth: "Anzi, io direi che ha dato forza alla band, ci ha costretti a lavorare
ancor più duramente".
Ihsahn: "Sì, esattamente. E' stato un altro grande passo, ci ha complicato le
cose e ci ha generato tanta rabbia, rabbia che poi abbiamo riversato su 'Anthems...',
che è decisamente il nostro album più aggressivo".
UNA DOMANDA PER TRYM: COME SEI ENTRATO NEGLI EMPEROR?
Trym: "Ihsahn mi ha chiamato - avevo da poco lasciato gli Enslaved dopo un tour
in USA e nel Messico - e mi dice: 'Ti va di suonare la batteria oggi?'".
Samoth: "Oggi? Ora (risate, ndR)!".
Trym: "Sì! Io già conoscevo i ragazzi da tempo e quindi sono stato contento di
entrare nella band e suonare quel tipo di musica. Tutti eravamo sullo stesso livello
quindi in definitiva è stata una buona decisione quella di entrare nella band".
POI VENNE “ANTHEMS TO THE WELKIN AT DUSK”...
Ihsahn: "Credo che abbiamo trovato la nostra espressione musicale su 'Anthems...',
ci fu un nuovo sviluppo per il processo di registrazione dell’album. Penso che
'Anthems...' dimostri che noi all’epoca diventammo una vera band sia a livello
lirico che musicale".
IL PASSO SUCCESSIVO NELLA VOSTRA CARRIERA FU UN CAMBIAMENTO DI STILE, FORSE SAMOTH
PUÒ SPIEGARCELO. COSA È ACCADUTO CON “IX EQUILIBRIUM”?
Samoth: "Beh, fu una svolta progressiva. Aggiungemmo elementi nuovi al nostro
sound, soprattutto di stampo death metal... all’epoca andava molto. Fu l’ennesimo
passo in avanti".
MA A PROPOSITO DI QUESTO CAMBIO DI STILE, AVESTE DISCUSSIONI PER PIANIFICARLO
OPPURE AVVENNE NATURALMENTE?
Samoth: "Tutto naturalmente".
Ihsahn: "'IX Equilibrium" era molto duro, ed anche profondo in una certa maniera.
Non fu pianificato per essere così, è stato l’ennesimo passo in avanti per la
band. L’album suonava molto più live".
LAVORASTE INSIEME ALL’ALBUM?
Samoth: "Sì".
DI LÌ IN POI LE COSE CAMBIANO ANCORA CON “PROMETHEUS”, COMPOSTO INTERAMENTE DA
IHSAHN...
Ihsahn: "Dopo 'IX Equilibrium' realizzammo che i nostri percorsi musicali stavano
andando in due direzioni diverse. Prima ancora di iniziare la registrazione dell’album
decidemmo che sarebbe stato la fine degli Emperor".
Samoth:" All’epoca iniziai a lavorare sul primo album degli Zyklon, ed ero più
concentrato su quell’album rispetto agli Emperor. Con gli Zyklon noi volevamo
suonare metal estremo e suonare soprattuto live".
Ihsahn: "Io invece ero più concentrato sulla vena progressive in studio mentre
loro volevano roba più aggressiva, principalmente musica più adatta ad essere
proposta in sede live".
PECCATUM DIVENTÒ L’ALTERNATIVA AGLI EMPEROR?
Ihsahn: "Il mio lavoro con Peccatum è stato un'ulteriore dimostrazione del mio
modo di pensare musicalmente. Quello che mi ha portato lì è giusto la mia passione
per la musica. Sono stato un privilegiato per il fatto di stare nel mondo della
musica. Con quel progetto poi potevo realizzare delle composizioni complicate,
con tastiere diverse".
PARLANDO DI COMPOSIZIONI DIFFICILI, “PROMETHEUS” È UN ALBUM PER ME SOTTOVALUTATO,
È MOLTO COMPLICATO MA È ANCORA MOLTO EMPEROR. COSA NE PENSAVATE DOPO AVERLO FINITO,
PENSANDO ANCHE AL MATERIALE COMPOSTO IN PRECEDENZA?
Ihsahn: "Per me l’album è stato il passo successivo, il più naturale. Però credo
che sia naturale che la gente abbia avuto difficoltà ad immergersi dentro quel
lavoro: l’album è molto complesso e riflette gli Emperor di allora".
LE VOSTRE CARRIERE PROSEGUIRONO IN MODI DIVERSI: CON I PECCATUM PER IHSAHN MENTRE
GLI ALTRI ANDARONO AVANTI CON GLI ZYKLON. ADESSO, IHSAHN, CON IL TUO ALBUM SOLISTA
“THE ADVERSARY” TROVIAMO UN PO' DI “PROMETHEUS” MA ANCHE UN PO’ DI EMPEROR...
Ihsahn: "E' la continuazione del mio cammino musicale. Ovviamente è influenzato
dal lavoro degli Emperor e dalle metal band che io ascolto. Non è altro che la
materializzazione dei feeling nostalgici che ho nella mia mente. Non sto cercando
di creare un qualcosa di totalmente nuovo, ma di rimanere negli stretti dettami
di un heavy metal album”.
SAMOTH, NEL NUOVO ALBUM DEGLI ZYKLON, MOLTA GENTE TROVA MOLTI ELEMENTI EMPEROR.
CHE NE PENSI?
Samoth: "Sì, è un po' più Emperor, più complicato rispetto ai primi, ci sono
elementi più complessi".
Trym: "Il nuovo album degli Zyklon è un po’ più epico, ma non è tanto distante
dalle classiche composizioni della nostra band".
Ihsahn: "Ci sono molte differenze fra il mio solo album e il loro album. Comunque
siamo molto contenti di quello che stiamo facendo entrambi. Siamo contenti di
essere qui per divertirci con la nostra roba vecchia. E tutto questo grazie a
tutti i nostri fan, che ringraziamo ancora. Grazie!".
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