INNANZITUTTO SONO CURIOSO DI SAPERE SE, QUANDO ENTRATE IN STUDIO PER COMPORRE
UN NUOVO DISCO, FATE UN AUTOANALISI SUL VOSTRO LAVORO PRECEDENTE. MI SPIEGO, AVETE
PENSATO AI PUNTI DI FORZA ED AI PUNTI DEBOLI DI "THE GORGON CULT" COME PARTENZA
PER SCRIVERE I NUOVI BRANI?
“Sarei ipocrita a dirti il contrario, l’analisi del nostro lavoro precedente
è un processo doveroso, soprattutto a distanza di anni. C’è da dire che, rispetto
ai nostri precedenti lavori, anche a distanza di tempo non abbiamo trovato elementi
che ci sarebbe piaciuto rivedere o modificare, visto che è principalmente sulle
possibili lacune che concentriamo la nostra attenzione. Al tempo stesso, però,
è per noi quasi impossibile prendere spunto dal passato per cercare di riproporre
brani in linea… ogni volta che in passato ci abbiamo provato, siamo sempre e comunque
finiti a fare cose diverse, dettate dall’effettiva ispirazione del momento. Per
‘Mare Nostrum’ abbiamo preferito lasciare il confronto a disco ultimato e registrato,
e pur amando ‘The Gorgon Cult’ non c’è ombra di dubbio che questo nostro disco
gli sia nettamente superiore.”
RISPETTO AI TITOLI DEI VOSTRI PRECEDENTI LAVORI, "MARE NOSTRUM" SI DISCOSTA NETTAMENTE.
A COSA È RIFERITO QUESTO TITOLO?
“Il titolo è riferito a come i nostri avi, gli antichi Romani, chiamavano il
Mar Mediterraneo. ‘Mare Nostrum’ segna un ritorno a sonorità più epiche rispetto
ai due precedenti album, di cui ci sono comunque elementi stilistici riconoscibili.
I gruppi nordici narrano, giustamente, le gesta dei vichinghi. Noi ci siamo chiesti
perché non parlare anche noi della nostra storia, che se vogliamo è anche più
ricca, gloriosa ed interessante, tanto più che il disco suona incredibilmente
‘mediterraneo’ nella sua epicità.”
SE NON ERRO GIANPAOLO SI È OCCUPATO DELLE PARTI DI TASTIERE. QUANDO IL VOSTRO
TASTIERISTA SIMONE HA LASCIATO LA BAND, AVETE SUBITO OPTATO PER LA FORMAZIONE
A 5?
“No, ed è uno dei motivi per cui è trascorso così tanto tempo. Sostituire Simone
non era un compito facile, del resto un musicista non americano che viene ammesso
alla prestigiosa Berklee University di Boston, per di più con tanto di borsa di
studio, è un evento più unico che raro. Abbiamo cercato a lungo un sostituto,
provato a lungo con molti musicisti, ma per un motivo o per un altro nessuno faceva
al caso nostro. Contemporaneamente Gianpaolo, che già aveva esperienze alle tastiere
in altri progetti, ha iniziato a sottoporci le sue idee, e subito si è creata
un’alchimia veramente magica: la soluzione ai nostri problemi era sotto il nostro
naso, ma nessuno di noi se n’era accorto! Così abbiamo iniziato a comporre a pieno
ritmo, i pezzi uscivano una meraviglia, i risultati sorprendevano anche noi stessi.
Siamo davvero orgogliosi di ciò che abbiamo creato, Simone è stato un elemento
importante nella nostra storia ma alla luce di ‘Mare Nostrum’ non ne sentiamo
più la mancanza, se non dal punto di vista umano e di amicizia.”
DOPO DIVERSI ANNI, AVETE CAMBIATO ETICHETTA. C'È QUALCHE MOTIVO IN PARTICOLARE
CHE NON VI HA LASCIATO SODDISFATTI DEL LAVORO DI SCARLET?
(Cristiano) “No, non c’è mai stato nessun tipo di problema con la Scarlet, i
ragazzi dell’etichetta sono in gamba e con loro abbiamo sempre lavorato bene e
in piena sinergia. Eravamo in scadenza di contratto, prima di rinnovare abbiamo
voluto farci un giro tra le etichette più importanti, e la Locomotive si è mostrata
interessata. Loro sono una grande etichetta con artisti del calibro di Grave Digger
o Astral Doors, e siamo stati felici di accettare la loro proposta. Si tratta
di una label forte in Europa e che gestisce, stampa e distribuisce oltre oceano
tutte le produzioni delle grandi etichette metal europee. Ha una rete distributiva
molto vasta e capillare e questo farà sì che il nuovo album sarà facilmente reperibile
in tutto il mondo, anche negli States dove da sempre abbiamo un buon seguito nonostante
le difficoltà e i prezzi dell’import.”
(Francesco) “Con Scarlet abbiamo passato i migliori anni della nostra carriera,
il loro staff ha sempre creduto in noi ed i rapporti, col passare del tempo, sono
andati ben oltre la semplice professionalità lavorativa. Ancora adesso continuiamo
a sentirci con Stefano, il quale è stato il primo a farci i complimenti per il
nuovo contratto. Se ci avesse risposto un’etichetta di pari importanza, avremmo
preferito rimanere con Stefano e soci. La Locomotive è un’etichetta veramente
professionale, con tre uffici, uno in Spagna, distribuito addirittura da Warner,
uno in America, territorio dove distribuisce gran parte delle etichette più blasonate
della scena europea, ed uno in Germania. Il loro impatto sul mercato è, per forza
di cose, più incisivo di quello della Scarlet, quindi abbiamo deciso di provare
questa nuova opportunità. Speriamo che il futuro ci dia ragione, per il momento
sta andando tutto liscio.”
IL SOUND DEI NUOVI PEZZI È MOLTO EPICO, UNA SORTA DI UNIONE TRA GLI STORMLORD
ATTUALI E QUELLI DI "UNDER THE SIGN OF THE SOWRD"/"SUPREME ART OF WAR". E' STATA
UNA SCELTA PIANIFICATA?
“No, è stata l’alchimia magica di cui ti parlavo prima a portarci su questa strada.
Da una parte mi viene da dirti che per la prima volta dai tempi di ‘Spureme Art
Of War’ non abbiamo avuto paura di essere noi stessi.”
17 ANNI DI CARRIERA NON SONO POCHI, QUAL È IL VOSTRO BILANCIO SULLA BAND, SIETE
DEL TUTTO SODDISFATTI DI QUESTI ANNI?
“Sicuramente sì, sono stati anni pieni di soddisfazioni e speriamo che tante
altre ne verranno. In diciassette anni di attività ci sono state alcune persone
che ci hanno aiutato, molte con cui abbiamo collaborato e moltissime che hanno
cercato di ostacolarci, è normale e fa parte del mondo della musica e in generale
di tutte le cose. Certo anche noi abbiamo fatto i nostri errori e abbiamo avuto
i nostri momenti difficili, ma alla fine siamo sempre riusciti a spuntarla. L’importante
è trasformare le cose negative in preziosa esperienza per non ritrovarcisi.”
PARLIAMO DELLA CANZONE "STORMLORD": UN PEZZO CHE VI SIETE AUTODEDICATI?
“Sì, non lo nascondiamo, ‘Stormlord’ è un pezzo auto celebrativo, sia musicalmente
che dal punto di vista lirico, con la sua invocazione al Signore della Tempesta.
Si tratta di un pezzo complesso nella sua semplicità, per certi veri vicino ai
Summoning. Era stato inizialmente scritto da Giampaolo a fine anni novanta, per
poi essere lasciato nel cassetto. Il suo incipit epico è incredibile, e quando
l’ha proposto in sala prove ci siamo messi subito a lavorarlo e renderlo degno
del titolo che porta.”
DA POCO È USCITO UN VOSTRO BEST OF DELLA SCARLET, IN CUI È STATO RIPROPOSTO IL
VOSTRO PRIMO MINI CD "UNDER THE SIGN OF THE SWORD". ATTUALMENTE VI RAPPRESENTANO
ANCORA I BRANI DI QUEL MINI-CD?
“Sicuramente sì come attitudine, non molto a livello musicale. Eravamo giovani
ed inesperti, e nella band c’erano tante lacune. Ad oggi ne amiamo al genuinità
e la spontaneità, anche se non lo rinneghiamo affatto, è stato comunque un pezzo
importante della nostra storia, che ha segnato il passaggio all’epico di matrice
black.”
SIETE STATI DA POCO CONFERMATI AL GODS OF METAL. CREDETE CHE CON LOCOMOTIVE POTRETE
INTRAPRENDERE TOUR ANCORA PIÙ IMPORTANTI DI QUELLI FATTI IN PASSATO?
“Al momento è presto per dirlo, anche se la Locomotive già si sta muovendo per
noi in questo senso. Abbiamo 17 anni di storia e buoni dati di vendita alla mano,
ma entriamo in una realtà così grande con la massima umiltà e con i piedi ben
ancorati per terra. Per noi si tratta di un traguardo, ma è ovvio che, con loro,
abbiamo ancora tutto da dimostrare. Per ora pensiamo solo a fare il massimo, è
sono fiero che il nostro biglietto da visita sia ‘Mare Nostrum’, vedremo cosa
ci riserverà il futuro.”
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