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LOSTPROPHETS - Start Something Sito web ufficiale http://www.lostprophets.com/ Columbia http://www.columbiarecords.com/ Sony http://www.sonybmg.it/ Nei negozi dal 02 Febbraio 2004 |
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Tracklist 1. We Still Kill The Old Way 2. To Hell We Ride 3. Last Train Home 4. Make A Move 5. Burn Burn 6. I Don't Know 7. Hello Again 8. Goodbye Tonight 9. Start Something 10. A Million Miles 11. Last Summer 12. We Are Godzilla You Are Japan 13. Sway |
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Recensione di Gennaro Dileo |
| Molto spesso la vita è curiosa e riserva delle sorprese che cambiano in meglio e in peggio la nostra esistenza. Ecco, prendete una nazione solitamente ai margini del mondo musicale come il Galles, rintracciate sei giovanotti con un background musicale che spazia dagli Anthrax a Dj Shadow, dai Metallica ai Police, producete loro il disco e scommettete che diverranno la rivelazione dell'anno. Voi ci avreste scommesso? Penso proprio di no, ma l'esperta e tentacolare Columbia Records ci ha creduto e questi ex anonimi musicisti hanno ripagato tale fiducia alla grande, tirando fuori dal cilindro due singoli che definire "spaccaclassifica" è un eufemismo. Sto parlando di "Burn Burn", nota ai più per la sua presenza nel videogioco FIFA 2004 e "Last Train Home", un brano impeccabile guidato da improvvise accelerazioni del batterista Mike Chiplin, che si spengono sul ritornello tremendamente catchy e riuscito. Molto buona anche la violenta opener "We Still Kill The Old Way", caratterizzata dal corposo e spigoloso rifferama perpetrato da Lee Gaze e Mike Lewis. In "I Don't Know" riaffiorano in superficie echi dei Police (Reggatta De Blanc era), mentre si torna a pigiare sull'acceleratore con la dura "We Are Godzilla You Are Japan", che in più punti straborda in territori puramente hardcore. "Last Summer" invece è un brano molto melodico incentrato su un refrain molto arioso, sul quale il singer Ian Watkins mette in mostra le sue innegabili doti. Inoltre, il combo gallese arricchisce la propria proposta con intelligenti e mirate partiture elettroniche e campionamenti vari, che solitamente i colleghi statunitensi usano a tonnellate per rendere i brani maggiormente immediati e plasticosi, lasciando in secondo piano l'effettiva qualità delle composizioni. Chiunque ami il rock farcito di sonorità moderne non si lasci scappare questo lavoro, che ha il pregio di contenere una manciata di canzoni che si fanno ascoltare e riascoltare per tantissime volte senza subire l'usura del tempo. Nu metal? No, semplicemente grande musica, al di là di ogni etichetta. Voto: 7.5 |
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