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Quarto disco per i Pathology, band californiana formata in parte da ex membri di Cattle Decapitation e Disgorge. E che disco! “Legacy Of The Ancients” trasuda brutalità da ogni singola nota, dalle urla gutturali del cantante alla sapiente sezione ritmica, molto abile a variare per offrire alle canzoni un dinamismo che si rivela vincente. Se infatti - come crediamo in tutto il genere del brutal death più efferato - la monotonia delle tonalità vocali gioca a sfavore del risultato finale, i Pahology sono molto bravi, complice l'ottima perizia strumentale, a creare delle canzoni superiori dal punto di vista della violenza. Ottima la produzione, secca per quanto riguarda la batteria, e molto corposa per la chitarra. Venti secondi di introduzione horror a base di tastiera fanno da preludio all'immersione in uno dei riff più pesanti del CD. “Code Injection”, traccia che potrebbe far parte di uno dei primi due album dei Cannibal Corpse, irrompe in tutta la sua virulenza. Blast-beat furiosi, ma mai a tempi inumani, si alternano a break dove le chitarre alternano fischi a riff lunghi e pesanti. I nostri qua e là inseriscono anche qualche passaggio più melodico, ma si tratta di brevi spazi adibiti al riposo auricolare prima di rituffarsi nella brutalità più sorda. “Legacy of the Ancients” dura mezz'ora esatta e va ascoltato per intero, di getto, al fine di apprezzarne la varietà compositiva sebbene siamo sempre nel filone del death metal marcio e sporco. L'impressione finale è quella di un disco veramente valido, come da diverso tempo non se ne sentivano nel sottobosco del death americano di stampo iper-brutale. Ascolto consigliatissimo.
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