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Curse Of Kvn Sadistic
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Nei negozi dal 01 Agosto 2004
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Recensione di Paolo "Cernunnos" Vidmar
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Tre canzoni soltanto... tanto basta per segnare in modo indelebile una release che non conosce paragoni, cloni, riferimenti. I Darkstrah, gruppo scoperto da Kanwulf dei Nargaroth, sono una black metal band tutta particolare. I suoi segni distintivi sono molti, ma uno lo è su tutti, cioè la loro provenienza: il lontano Kirgizistan, ex repubblica dell'Unione Sovietica di un tempo. Il black metal di questa band è imbevuto di un'arcana sinfonia e di un tocco quasi folk, comunque minimale nell'esecuzione ma denso di suggestioni. Tre canzoni, di cui una semiacustica e giocata su ritmi e tempi non convenzionali al black metal. Il concetto di metal estremo epico viene qui riforgiato in un linguaggio sconosciuto all'Occidente: la maestosità semplice, la vastità dei fenomeni che forgiano la sua identità, gli influssi di cieli e terre diversi sono decisivi nel marcare "Sary Oy" quale gemma unica all'interno del mondo underground black metal. C'è un pizzico di musica sciamanica che emerge in un brano d'alta presa come "Jashil Oy", come in un certo qual modo succedeva anni fa se si ascoltava "Sala Molska" dei Negura Bunget, altra band assolutamente unica nel panorama internazionale. Qui il black metal è ancora dipendente dall'ambiente che lo modella, dalle atmosfere che lo circondano, e le vibrazioni orientali e sperdute nella vastità del nulla del paesaggio del Kirgizistan si toccano con mano in questi cinquanta minuti di iniziazione musicale. Tempi inusuali, riff peculiari e pieni di pathos, tocchi folk spiazzanti, questi sono i cardini su cui si muovono i Darkestrah, un'orchestra proveniente dall'Oriente per spazzare via tutte le catene del pagan black metal e liberarlo con un vento dell'est inarrestabile. Malinconia, desolazione, sapore tribale di una danza sciamanica: tutte sensazioni da cogliere in questa musica del Kirgizistan. Il gruppo è grezzo, ma guai se non fosse così... andrebbe altrimenti persa molta della loro unicità. Per chi osa e per chi è alla ricerca di nuovi modi di concepire la musica black. Siete stati avvertiti.
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