“Difatti Taylor non è di questo pianeta: atterrò circa cinque-sei anni fa a Boston, studiò al contrario il vocabolario americano e poi decise di entrare in una band metal”.
"Qualche anno fa mi sentivo totalmente slegato dalla realtà, come se stessi vivendo in un altro mondo. Avevo dei flash, vedevo il mondo attorno a me offuscato... era quasi come stare davanti a una televisione".
I Thy Majestie sono una band che, nonostante la chiara estrazione power sinfonica spopolante in Italia da qualche anno a questa parte, forte di una marcata personalità e di uno spiccato amore per la musica progressive, ha saputo costruirsi un’immagine credibile con due dischi di buon livello! “Jeanne D’Arc” è la nuova release della band palermitana, che si presenta con un nuovo singer, Giulio Di Gregorio (proveniente dagli Irencros), chiamato a sostituire il dimissionario Gabriele Grilli, chiamatosi fuori a causa delle classiche divergenze personali con gli altri membri della formazione. I nuovi brani sono pregni ovviamente di una forte matrice sinfonica venata di influenze celtiche, come accade sulla magnifica”The Chosen”, mentre power e prog metal forgiano una stabile alleanza in brani come “Revelations” e “Maiden Of Steel”, in cui il nuovo singer purtroppo è autore di una performance altalenante e non sempre all’altezza del suo predecessore. Come già fatto in precedenza i Thy Majestie inseriscono diversi intermezzi/intro all’interno di “Jeanne D’Arc”, forse per dare più atmosfera all’interessante concept, a rischio però di rallentare l’ascolto filato del disco. “Time To Die” è un mid tempo epico e struggente, per certi versi “manowariano”, in cui le vocals e un breve ma efficace assolo di chitarra lo rendono uno dei momenti più intensi dell’intero lavoro. Sul versante produzione i Thy Majestie compiono un passo in avanti rispetto ai precedenti lavori, solo i suoni della batteria risultano piuttosto artificiali in alcuni frangenti, ma complessivamente c’è poco da obiettare. “Jeanne D’Arc” mette in luce la buona forma della band, in grado ancora una volta di pubblicare un disco che vale tutto il suo prezzo.
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