|
|
|
|
 |
 |
 |
 |
Indice
Segnala
Stampa
Archivio
|
|
FUELBLOODED - Inflict The Inevitable
|
|
Sito web ufficiale http://www.fuelblooded.com
|
|
Tracklist
|
|
|
1.
|
Art Of Life
|
|
2.
|
Measure Swords
|
|
3.
|
Dream Tech Inc.
|
|
4.
|
Constructive Destruction
|
|
5.
|
Inflict The Inevitable
|
|
6.
|
Hate Of A Thousand Ages
|
|
7.
|
The Hangman’s Burden
|
|
8.
|
Dissector Of Souls
|
|
9.
|
Poisonous
|
|
10.
|
The Silence
|
|
|
Durata totale 00:42:35
|
|
|
|
Recensione di Marco Gallarati
|
|
Fuelblooded from Holland: la Copro Records, una volta tanto, smentisce la sua fama di ‘etichetta per band malate’ e propone un gruppo che viaggia deciso su coordinate abbastanza classiche, seppur estreme e comunque moderne. Il quintetto orange, in passato noto (probabilmente solo in patria) con il monicker Sacramental Sachem, suona un thrash metal piuttosto articolato e contaminato da dosi non eccessive di death melodico. Attenzione però: non siamo assolutamente di fronte ad un thrash vecchio stampo, bensì possiamo considerare i Fuelblooded dei buoni allievi di Nevermore e ultimi Testament, sebbene siano meno oscuri e prolissi dei primi e meno violenti dei secondi; anche i danesi Invocator possono essere benissimo presi come termine di paragone, anzi…probabilmente è il nome a cui più si avvicina l’operato degli autori di questo “Inflict The Inevitable”, ben presentato dalla bella cover di Travis Smith e dal solito pregevole mixaggio + mastering di Jacob Hansen (guarda caso, vocalist degli Invocator). L’album inizia un po’ in sordina, in quanto l’opener “Art Of Life” è un buon pezzo ma con pochissimo mordente e la seguente “Measure Swords” è il brano meno ispirato del lotto; fortunatamente, la situazione comincia a migliorare già dai successivi “Dream Tech Inc.” e “Constructive Destruction”, dove le chiare influenze nevermoriane si legano a qualche richiamo vicino ai grandi Grip Inc. e agli Arch Enemy più aggressivi. Il riffing della coppia Rutten/Tunker è spesso complesso e non di immediato assorbimento, ma le canzoni, pregne di momenti solistici di prima qualità, crescono ascolto dopo ascolto, quindi è solo questione di dare tempo alle partiture di divenire familiari al nostro orecchio. “The Hangman’s Burden” si erge a pezzo-simbolo dei Fuelblooded, ben interpretato dal singer Vital Welten, per la verità non sempre impeccabile, soprattutto quando addolcisce l’ugola. “Inflict The Inevitable” finisce poi in bellezza, inanellando in sequenza le tracce migliori della tracklist, ovvero “Dissector Of Souls”, dal potente incedere doomy ed avente un chorus quasi rubato ai Grip Inc. di “Incorporated”, e la più melodica “Poisonous”, trascinante nel suo evolversi mai banale. Un buon esordio, quindi: non propriamente originale, ma certo ben composto. Se sapranno inventarsi qualche soluzione un filo più personale e se il vocalist migliorerà il suo stile, potremo trovare fra qualche tempo, a fare da scudieri ai Nevermore, proprio i Fuelblooded!
|
|
Voto: 7.0
|
|
|
Vota anche tu!
|
|
|
Gli utenti registrati possono esprirmere il loro voto su tutti gli album recensiti su Metalitalia.com.
Non sei ancora registrato ? Cosa aspetti... Unisciti a noi!
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Indice
Segnala
Stampa
Archivio
|
|
 |
 |
 |
 |
|
|