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"Three Of A Kind" è il terzo album dei milanesi Wine Spirit, un disco che mette
finalmente in bella mostra tutte le qualità di una band molto preparata dal punto
di vista esecutivo e altrettanto rodata da dodici anni di intensa attività live.
Negli undici brani di questo lavoro il trio riesce a fondere una tecnica notevole
con idee che nascono da una grande passione per l'hard rock di Van Halen, Skid
Row, Motorhead, Black Sabbath, Deep Purple e Kiss. Senza tralasciare anche influenze
più inclini al metal classico, la band sforna un album molto più maturo dei precedenti
“Bombs Away” e “Fire In The Hole”, dove melodie e linee vocali non erano certo
così ben curate. L'incalzante opener “Like A Sinner” vede Il Conte subito sugli
scudi sia come prestazione vocale che come solismo e azzeccato è anche l'inserimento
di tastiera di Niccolò Fragile, produttore del lavoro nonché in forze nei Gotthard.
Impossibile non rimanere soddisfatti dall'heavy rock di “You'll Be Mine”, tra
Saxon e Skid Row di “Slave To The Grind”, l'energica e sporca “Hanky Panky” o
“The Underarchiever”, mid tempo variegato e dal tiro notevole, dove si intravedono
Ozzy e i suoi "nipoti" Black Label Society. Pollice alzato anche per il lento
melodicissimo e catchy “It Ain't Easy”, la vera hit del disco con il suo ritornello
accattivante. Non tutti i brani sono al livello di quelli appena indicati, ma
non troviamo comunque evidenti cali qualitativi nel corso dei quarantasei minuti
dell'album. I suoni sono ben bilanciati e nitidi. Possiamo quindi tranquillamente
dire che “Three Of A Kind” è il disco più convincente ad oggi pubblicato dalla
band lombarda. Nulla di innovativo, ma forse anche per questo molto appetibile
per chi ama l'hard & heavy classico.
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