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CANTATA SANGUI - On Rituals And Correspondence In Constructed Realities
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Sito web ufficiale http://www.cantatasangui.com
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Tracklist
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1.
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In Half – Light
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2.
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We’ll Have It On Us
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3.
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Exaltata
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4.
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Broken Stars
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5.
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For The Forgotten One
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6.
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Fruitarians
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7.
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The Seven Liers-in-wait
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8.
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Reality
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9.
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No Longer In The Eyes Of Aletheia
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10.
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Sidecast
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11.
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Lazarus
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12.
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De Profundis
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Durata totale 00:46:09
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Recensione di Marco Gallarati
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Piuttosto particolare la proposta dei Cantata Sangui, formazione finnica nata
ben dodici anni fa ma giunta solo ora al debutto discografico: il gruppo non fa
uso di chitarre! Fondata da due bassisti di estrazione metal/fusion, ma presto
diventata a tutti gli effetti esponente di un avant-gothic metal sporcato da doom,
black ed elettronica, la band esordisce in modo più che discreto con questo notevole
“On Rituals And Correspondence In Constructed Realities”, disco che, se da una
parte strizza l’occhio alla corrente del female-fronted metal – la predominanza
del sinuoso cantato femminile di Anna Pienimaki ne dà conferma – dall’altra si
fa alfiere di una poco comune ricerca compositiva paragonabile a quella di gruppi
quali Madder Mortem, The Provenance, Ava Inferi o, se ripercorriamo le spire
del passato, Orphanage e certi Therion. L’assenza delle chitarre, credeteci, non
si fa sentire minimamente: i due bassi, accordati e prodotti alla perfezione,
di Myka A.A. Hyytinen (anche vocalist) e Tuomas Tunturituuli sferragliano ed imperversano
per tutta la durata del disco, fra assoli mai eccessivamente virtuosi (solo un
po’ di slap in “The Seven Liers-In-Wait” e la strumentale atmosferica “Reality”),
groove marziali, dinamici e potenti e accelerazioni blackish improvvise. Notevole
anche l’uso delle tastiere e dei synth, elemento gothic in questo caso mai usato
in modo pacchiano e sempre ben centrato all’interno di un album che si proietta
in un’oscurità d’ombra sia musicale che lirica, grazie ai testi ‘da Arte Oscura’
che promulga la band. La prima parte della tracklist è davvero molto bella, con
Anna che si fa notare per linee vocali ricercate, ad esempio in “Exaltata” e “Fruitarians”,
oppure per chorus strepitosi (“Broken Stars” e “We’ll Have It On Us”); il lavoro
scade un po’ col proseguire dei minuti, quando “Sidecast” e “Lazarus” arrivano
a smorzare l’entusiasmo generato dall’ottima “No Longer In The Eyes Of Aletheia”,
dal ritornello trascinante. Chiude l’incedere grave ed ecclesiastico di “De Profundis”.
Insomma, se per female-fronted metal intendete non solo le commercialate à la
Epica/Within Temptation, ma anche soluzioni più personali – rileggetevi le band
citate sopra – allora i Cantata Sangui, ponendosi a metà strada, dovrebbero intrigarvi
alquanto. Resta solo da chiedersi come si muoverà la band in futuro, dato che
i due membri fondatori – sebbene già sostituiti – hanno entrambi abbandonato la
barca…
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Voto: 7.0
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