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PESTILENCE - Resurrection Macabre
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Tracklist
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1.
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Devouring Frenzy
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2.
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Horror Detox
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3.
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Fiend
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4.
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Hate Suicide
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5.
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Synthetic Grotesque
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6.
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Neuro Dissonance
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7.
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Dehydrated I I
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8.
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Resurrection Macabre
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9.
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Hangman
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10.
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Y2h
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11.
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In Sickness & Death
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Durata totale 00:40:31
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Mascot Records
Edel
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Nei negozi dal 19 Marzo 2009
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Legenda download:
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Audio
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Video
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Testo
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Tablatura
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Recensione di Luca Filisetti
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Sono passati tanti, troppi anni dall’ultima uscita discografica targata Pestilence:
si deve risalire addirittura al 1993 e l’album in questione era il monumentale
e sottovalutato “Spheres”, ideale punto di arrivo di un percorso stilistico ben
delineato e personale. Era quindi lecito attendersi da un nuovo album un ulteriore
passo in avanti da parte di una band che ha fatto dell’evoluzione il proprio marchio
di fabbrica. Invece il nuovo “Resurrection Macabre” delude le aspettative dei
fan, e si può a buona ragione considerare il gradino più basso della carriera
di Patrick Mameli e soci. L’album di per sé non è brutto ma contiene al suo interno
degli errori imperdonabili per un gruppo della caratura dei Pestilence. Iniziamo
dallo stile musicale: i nostri hanno puntato tutto su di un death metal poco progressivo,
una sorta di mix tra “Consuming Impulse” e, in maniera molto minore, “Testimony
Of The Ancients”. Nella foga di tormare a suonare death, infatti, la band sembra
aver dimenticato le evoluzioni prog e jazz che l’avevano resa così particolare.
O, volendo essere cattivi, si sono resi conto che meglio di “Spheres” non sarebbero
riusciti a fare e quindi hanno battuto altre strade. L’idea non sarebbe nemmeno
sbagliata, peccato però che le undici tracce del nuovo lavoro non lascino il segno,
ed anzi a tratti generino un senso di noia. Nessuna di queste canzoni sarebbe
stata utilizzabile sugli album del passato, pena l’abbassamento sensibile della
qualità degli stessi! Aggiungiamo anche che è perfettamente inutile avere in formazione
gente come Tony Choy e Peter Wildoer e non sfruttarli in chiave solista. La sezione
ritmica infatti è martellante e precisa, in alcuni frangenti diremmo anche piuttosto
fantasiosa, ma spesso e volentieri si limita al compitino ben fatto, senza lasciarsi
andare a passaggi complessi che fanno parte del background del duo. Al contrario,
Wildoer inserisce diversi passaggi in blast beat per appesantire il sound, a discapito
di un lavoro di cesello qui quasi completamente assente. Il guitar work di Mameli
è discreto ed ovviamente è targato Pestilence al 100%, fatto di dissonanze assortite
e di parti soliste tecniche ma mai funamboliche. La voce invece è decisamente
buona: Patrick qui è in possesso di un growling profondo e personale, che ben
si amalgama con il sound creato dal terzetto. Per ciò che concerne la tracce,
come già detto, tutte si mantengono sotto un alveo di death metal piuttosto old
school, fatto di accelerate e rallentamenti, chitarre in primissimo piano e ritmiche
martellanti. Vi sono brani riusciti meglio di altri, come “Horror Detox”, o la
title track, che sono delle classiche death metal tunes che però, lo ripetiamo
per l’ennesima volta, non avrebbero comunque trovato spazio nella vecchia discografia
della band. A completare il tutto, troviamo addirittura dei passaggi thrashy mutuati
dal primo “Malleus Malleficarum”, segnatamente in “Syntethic Grotesque” e “Dehydrated
II” (non commentiamo il titolo per decenza). La produzione è di quelle che lasciano
il segno ed è uno dei pochi tratti distintivi che permettono di collocare il lavoro
nel 2009 e non nel 1991. Che dire di più? I Pestilence lasciano l’amaro in bocca
pubblicando questo lavoro - superfluo, più che brutto - e Patrick Mameli straperde
su tutti i fronti la sfida a distanza con gli ex membri Martin Van Drunen (Hail
Of Bullets) e Jeroen Paul Thesseling (Obscura). “Resurrection Macabre” è un lavoro
senz’anima che, al di là di pochi spunti piacevoli dovuti più alla perizia tecnica
dei musicisti ed al mestiere che non ad un songwriting ispirato, non riesce a
centrare gli obiettivi che si prefiggeva e presumibilmente finirà in fondo a qualche
scaffale a prendere polvere.
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Voto: 6.0
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Il voto degli utenti di metalitalia: 6.5
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