“Difatti Taylor non è di questo pianeta: atterrò circa cinque-sei anni fa a Boston, studiò al contrario il vocabolario americano e poi decise di entrare in una band metal”.
"Qualche anno fa mi sentivo totalmente slegato dalla realtà, come se stessi vivendo in un altro mondo. Avevo dei flash, vedevo il mondo attorno a me offuscato... era quasi come stare davanti a una televisione".
Probabilmente i techno death-grinders The Boy Will Drown sono la prima band ad aver composto un brano sul mostro Josef Fritzl, il cui caso è stato reso noto da autorità e media circa un anno fa. Anzi, nella tracklist di questo loro debut album ne troviamo persino un paio: "Josef Fritzl" ed "Elisabeth Fritzl". Come dire, se si decide di fare una cosa, giusto farla il meglio possibile! Comunque, testi a parte, questo giovane quartetto britannico proveniente da Norwich ha deciso di partire col piede giusto, affidando la produzione della sua prima opera sulla lunga distanza ai noti Hertz Studios polacchi (Decapitated, Vader, Behemoth). Ed ecco dunque queste dieci tracce, spesso caratterizzate da una interessante convivenza degli opposti: da un lato la continua tendenza a debordare, all'esibizionismo, a inserire mille note nel minor tempo possibile e ad apparire continuamente schizzati. Dall'altro, un certo gusto melodico e il desiderio di dare ogni tanto un po' di respiro grazie a delle parentesi "regolari", nelle quali chitarra e sezione ritmica si aprono e fanno fuoriuscire delle atmosfere elegiache davvero niente male, le quali si discostano un bel po' dalle solite trame iper compresse care a gente come Psyopus, Cephalic Carnage, Brain Drill o War From A Harlots Mouth (il finale di "Dead Girls" sconfina persino nel pop). Certo, le "libere uscite" da strutture cervellotiche e da evoluzioni strumentali da collasso immediato non sono tantissime - e ciò conferisce al disco una certa aura di ripetitività - ma le abilità di impatto e tecnica del gruppo e una produzione decisamente all'altezza alla fine compensano più che ampiamente i punti deboli di un disco comunque più che convincente, trattandosi di un esordio. Sarà interessante seguire la loro evoluzione.
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