"Riguardo alla scena death metal italiana non saprei che dire... sì, è in costante ascesa, ma ci sono numerosissime band molto più valide di quelle che ritroviamo sui magazine o in tour assieme a mostri sacri che meriterebbero molto di più".
Prelibatissima raccolta di hardcore band provenienti dal paese del Sol Levante per la storica label americana Six Weeks, che tramite questo "Six Weeks Omnibus Vol.2" (non ho informazioni sul primo capitolo, purtroppo...) ci presenta ben sei gruppi giapponesi. Si parte con i Soul Craft, band alle prese con un hardcore abbastanza agile e mai eccessivamente monolitico, discretamente composto ed eseguito, graziato a volte da idee più che discrete (si vedano le prime battute di "Eyes", secondo dei tre pezzi presentati dai Soul Craft). Divertente e simpaticamente esotica l'interpretazione, interamente in giapponese, del cantante. Si prosegue con i Gouka, gruppo che, seppur lievemente tarpato da una produzione non ottima, dimostra di sapere il fatto suo con cinque canzoni di velocissimo ed abrasivo hardcore vagamente crusteggiante in più di un'occasione. Potenti e concisi. E' poi il turno dei Civil Rights, band che propone un paio di brani dalle trame leggermente meno iconoclaste rispetto ai Gouka e si avvicina in certi episodi ad un hardcore corale e vagamente antemico in odore di street punk. Registrazione pessima a parte, un buon gruppo. Seguono a ruota i Flame, ampiamente rappresentati da cinque brani che strizzano l'occhio a New York ma viaggiano su tempi decisamente più sostenuti rispetto a quelli proposti da buona parte dei gruppi della grande mela. Il riffing non è esattamente dei più personali, ma la grinta e l'impatto ci sono. Penultimi del lotto sono gli Exhale, che con soli due brani convincono pienamente grazie al loro hardcore semplice e diretto, con vocals che ricordano addirittura i S.O.D. ed errori del batterista che farebbero impallidire anche i Darkthrone meno in forma. Difetti tecnici a parte, ottima prova. Chiudono la compilation gli iper-crustoni S.C.U.M, quasi il prototipo del gruppo crust, con basso distorto all'inverosimile e produzione insostenibilmente lo-fi. Spuntano addirittura accenni di melodia chitarristica, ma subito vengono affogati nel marasma totale di chitarre e batteria. Sani e grezzi, comunque non indispensabili. In definitiva questa "Six Weeks Omnibus Vol. 2" è un ottimo modo per entrare in contatto con una scena hardcore, quella giapponese, che, seppur poco conosciuta (salvo per qualche imprescindibile eccezione), è in grado di regalare band di indiscutibile talento. Da Ascoltare.
Voto: 7
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