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Ultima novità nella scena irlandese, i For Ruin arrivano a pubblicare il secondo album dopo
il felice esordio di "December" uscito nel 2007 per la storica etichetta locale Sentinel
Records. Già il nome del gruppo - che per questa nuova opera ha invece deciso di
autoprodursi - ci fa capire cosa ci si deve aspettare ancor prima di ascoltare la loro
musica. I quaranta minuti di "Last Light" si dividono infatti tra un melodic death
abbastanza classico e un black metal dai toni cupi e malinconici. Dieci tracce si susseguono
tra rabbiosi riff death-black, efficaci - e spesso anche molto melodiosi - lead di chitarra
e vaghe, scarnificate dissonanze. Suoni diretti ed essenziali, che rimandano ora ai primi
Amon Amarth, ora ai Rotting Christ più catchy, con una spruzzata aggiuntiva dei vecchi
Enslaved nelle aperture più marziali. Ancora alla ricerca di una definitiva personalità,
tuttavia piuttosto abili nel rielaborare con buon gusto i loro modelli di riferimento
(sentite ottimi pezzi come "Solace", "Recoil" o "Cold Call") i For Ruin si iscrivono a pieno
titolo nella schiera di quei gruppi di nicchia della scena irlandese e britannica che
ultimamente stanno cercando di far sentire la loro voce. Si pensi a Fen, Skaldic Curse o
Caina, ad esempio. Certe qualità, insomma, non mancano loro... che ora stiano attenti a non
confondersi con tutti gli altri e a sbiadire nella massa!
N.B. Il disco è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale della band.
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