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Il polistrumentista Astaroth prosegue la saga Raventale con passo deciso: "Mortal Aspirations", infatti, è il terzo full-length rilasciato dalla one man band ucraina negli ultimi quattro anni! Considerato da alcuni di culto, il progetto persiste nel mischiare black metal e doom, ravvivando il tutto con fugaci intrusioni di death metal e alcune concessioni alla melodia. Un pizzico di Drudkh, uno di Forgotten Tomb, uno di Daylight Dies e qualcosa dei primi Paradise Lost per nove tracce che tutto sommato non dispiacciono, ma che, al tempo stesso, mai riescono a lasciare completamente il segno. Se l'istinto porterebbe ad incolpare una produzione un po' troppo fredda, la consapevolezza dell'ascolto rimanda l'accusa alla concretezza di composizioni ascoltabili sin che si vuole, ma a volte non ispirate dall'inizio alla fine o, comunque, prive di quello spunto davvero particolare e degno di menzione. A dominare è spesso una certa monotonia, indifferente allo scorrere del tempo. Non tantissimi i riff realmente notevoli, un po' troppo ampollose certe tastiere... insomma, qualche brano convince, ma gli interi cinquanta minuti del disco finiscono per stancare piuttosto presto.
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