"Se Ozzy sentiva la voglia di cambiare, aveva il diritto di farlo. Io gli voglio molto bene, mi ha aiutato molto in passato e se sono qui, oggi, lo devo in gran parte a lui!”
Credevamo che tre full length album fossero sufficienti per giudicare il reale valore di una band. Quanto fatto dai Thrudvangar in passato poneva la band ad un livello più che discreto, ma non eccelso. Dopo tre anni di silenzio e a più di dieci anni dalla fondazione, invece, i Thrudvangar compiono l'insperato salto definitivo di qualità. Meglio tardi che mai, dunque, la band evidentemente ha continuato a lavorare sodo in questo ultimo periodo e i risultati sono evidenti. La Einheit Prod. punta forte sul sestetto teutonico e lo si vede dalla versione digipack di "Durch Blut Und Eis" con tanto di bonus DVD in cui potrete trovare il videoclip ben fatto dell'ottimo nuovo brano "Thornesthing", il live tenuto dalla band al Barther Metal Open Air del 2009 e l'intervista (rigorosamente in tedesco, però) della band fatta da una delle firme più prestigiose della stampa metal internazionale: Markus Eck del Legacy Magazine. I Thrudvangar per questa nuova release non hanno inventato nulla di nuovo, non saranno certo loro a dare nuove connotazioni al viking metal, hanno saputo semplicemente esaltare le doti già dimostrate in passato. Il sound è migliorato, le trame e le strutture dei brani pure, l'epicità è un dato di fatto nella musica di questo gruppo, mai esagerata e sempre coinvolgente. La band ha tralasciato quelle piccole contaminazioni thrash metal che aveva mostrato in passato, il nuovo "Durch Blut Und Eis" è un album con tanta atmosfera ma le parti violente non mancano, come in "Habichtstal". Vi sono brani decisamente sopra la media del genere, come "Der Schwerter Klingen" e "Sein Letzter Ritt", ma uno dei principali pregi dei Thrudvangar è quello di saper creare atmosfere credibili grazie ad un semplice e tradizionale uso delle tastiere, in cui queste fanno semplicemente da tappeto; per una volta non abbiamo davanti l'ennesima band che vuole trasformare le parti di tastiera in vere e proprie colonne sonore, scelta ormai abusata da troppi gruppi. La caparbietà e la semplicità a volte premiano. Premiate anche voi stessi con un ottimo album di viking metal.
Voto: 7.5
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