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Grande album. Nulla da dire ai Tossic, band demenziale che abbina testi da denuncia
sociale a metallo suonato in piena regola con la totale maestria e possesso degli
strumenti musicali. Tornano dopo ben nove anni di assenza, ovviamente sempre per
la Skrotosound, con questo “Transumanza”, tredici tracce di metallo veramente
sporco, da cinghiali del metallo quali sono i toscani. Se musicalmente come abbiamo
detto non c’è niente da dire vista la qualità metallica delle canzoni, sono i
testi a dare la classica marcia in più al disco. Autentiche denuncie sociali e
condanne al modernismo ma anche tecniche sessuali per deflorazioni varie e saggi
di cultura “romantica”. Basti ascoltare “Cai TV” che si scaglia contro televisori
al plasma, surround e decoder, oppure i poverissimi rudimenti di francese di “St
Honoré”, oppure “sukai”, dove i quattro toscani spiegano che l’arte del cunnilingus
è tosta perché “lingua contropelo, lunga lingua langue contropelo, non t'improvvisare
leccarla è un arte” tanto per usare parole loro. E che dire di “... come una iena”?
Una song di puro thrash metal che se l’avessero scritta i Testament avremmo gridato
al miracolo, e invece eccola qui, scritta dai Tossic e con un testo incazzatissimo,
un mix di rabbia da sfogare con le malcapitate donnicciole. Da paura l’assolo
sulla ripartenza, scatenerà un pogo micidiale in sede live. Ottima anche “Cazzi
Di Pane”, song lenta ma con riff di chitarra pesanti e una doppia cassa molto
potente. Il testo vien da sé. Giudizio più che positivo per i toscani, a tratti
una sorta di primi Litfiba incazzati, con una voce (del cantante Mazza), ovviamente
toscana che fa il verso in alcuni tratti al primo Pelù. I cinghiali del metallo
sono tornati, e ora sono ‘azzi (di pane) vostri.
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