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SIMONE FIORLETTA - My Secret Diary
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Sito web ufficiale http://www.simonefiorletta.it
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Tracklist
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1.
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A Day In California
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2.
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I Came Back
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3.
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To Fly Over The Rainbow
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4.
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Welcome, Anita!
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5.
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Only Three Minutes To Dream
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6.
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Borderline
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7.
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You Are My Past, Present, Future
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8.
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Brawl In A Saloon
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9.
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The Beginning Of A New Era
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10.
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Good Bye
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Durata totale 00:50:56
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Lion Music
Frontiers
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Nei negozi dal 20 Luglio 2007
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Legenda download:
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Audio
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Video
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Testo
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Tablatura
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Recensione di Raffaele "Salo" Salomoni
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Simone Fiorletta è il chitarrista dei progster Moonlight Comedy, band lanciatissima in ambito prog, che ha lasciato un buon ricordo di sé col valido “Dorothy”, un album che pur mostrando alcune debolezze si ritrova a distanza di tempo nel lettore CD del sottoscritto con cadenza quasi mensile. Di tale band è proprio Simone Fiorletta il perno, con il suo chitarrismo virtuoso ed equilibrato, tanto da giustificare la pubblicazione di un lavoro solista come il nuovo “My Secret Diary”, che segue il già buono “Parallel Worlds” (ma perché i titoli dei virtuosi si assomigliano tutti?). Commissionato dalla sempre attenta Lion Music, il nuovo lavoro solista di Simone convince in tutto e per tutto, con una certa sorpresa del sottoscritto, spesso letteralmente annichilito dalla scarsissima qualità dei lavori chitarristici riversati sul mercato. E’ il brio dell’opener “A Day In California”, così seventies nel suo riffing, a donare quel tocco di ottimismo che ci serve per affrontare la scalata musicale di questi shred-album. L’ottimo lavoro della leva Floyd Rose nelle melodie della successiva “I Came Back” dona al pezzo una personalità ed una espressività tangibile, tanto da permetterci di abbandonarci completamente nelle mani del chitarrista, che ostenta sicurezza sia nei frangenti più prog (“To Fly Over The Rainbow”, “The Beginning Of A New Era”, “Good Bye”) che in quelli più legati alle coloriture jazz/fusion che tanto deliziano i palati dei più esigenti. Parliamo di song come “Borderline”, “Brawl In A Saloon”, resi in modo esemplare da un chitarrista che non ha bisogno di raccomandazioni, neanche quando si abbandona alla melodia più romantica e sorniona di “Welcome, Anita!”, o alla genuina e calorosa chitarra acustica di “Only Three Minutes To Dream”. Se poi consideriamo che insieme a Simone sull’album suonano dei signori musicisti come Andrea De Paoli (Labyrinth) alle tastiere, Pasko (Cans) al basso e Tony Liotta (Sting, Tina Turner tra gli altri) alla batteria, ci viene spontaneo consigliare l’album a tutti gli shred-maniac che volessero tenersi aggiornati sulle nuove uscite. Perché qui tutti suonano come Dio comanda, perché la produzione è molto valida e perché per una volta un artista italiano ha prodotto qualcosa di superiore alla media.
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Voto: 7.0
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