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SO COLD - Gone With The Storm
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Sito web ufficiale http://www.socold.org/
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Tracklist
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1.
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Black Harmony
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2.
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The Deceiver
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3.
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Disappeared
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4.
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Alison
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5.
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Kiss The Scythe
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6.
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Rain
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7.
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Gone With The Storm
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8.
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My Own Prison
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9.
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For The One
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Durata totale 00:41:00
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Recensione di Paolo "Cernunnos" Vidmar
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Si può proprio dire che i So Cold al momento del debutto su lunga distanza siano riusciti a convincere pienamente. E, nel genere scelto e suonato dai nostri, oggi come oggi non è un fatto poi così scontato. Un attento ascolto alla musica di "Gone With The Storm" saprà offrirvi tante, inattese sfacettature che magari non si colgono in prima istanza. Non c'è solo love metal suonato parafrasando HIM e compagnia bella, non c'è solo una velata influenza rock comunque ben individuabile, ci sono anche altri interessanti apporti che derivano da svariati altri generi. Come non sentire, altrimenti quel tocco ricevuto per grazia divina dal modo di intendere un certo tipo di metal dalle band finlandesi, dai Sentenced fino ai Swallow The Sun? Si potrebbe anche andare indietro nel tempo perché, pur suonando un genere musicale affermatosi relativamente da poco, i So Cold preservano un tocco retrò di metà anni '90 e per questo tornano in mente gruppi come i Sundown, con la sola differenza che i Nostri non fanno uso di synth (se non su brevi stacchi, per lo più a inizio brano) né sono bizzarri come la band guidata a suo tempo dal mastodontico bassista Hagel (ex Tiamat). I So Cold fanno bene a riproporre in pratica in toto il demo "A Touch Of..." perché da quella release, seppur rielaborati per l'occasione, provengono i brani e le idee migliori. L'opener "Black Harmony" ha il dono di possedere tutte le caratteristiche stilistiche dei So Cold, è un ottimo inizio per presentare agli ascoltatori lo stile della band. Il cavallo di battaglia forse però è la trascinante "Kiss The Scythe", un brano suonato con il cuore in mano, e si sente. Una delle nuove canzoni che colpisce è "My Own Prison", forse il brano più grintoso dell'intera release, sia come mood che come ritmica. Ma ciò che di buono ci si potrebbe attendere in futuro da questa band è suggerito dal riffing e dall'atmosfera di "The Deceiver": qui, infatti, si avverte l'influenza della scuola finlandese doom metal; ci si aspetta da un momento all'altro l'arrivo deflagrante di un growl d'oltretomba che però (purtroppo) non arriva. Il mood disperato tipico però della scuola nordica appena menzionata c'è tutto, e se i So Cold saranno capaci, o se vorranno evolversi verso lidi un po' più estremi senza snaturare il loro sound melodico, potrebbe uscirne un bellissimo ibrido da ammirare al caleidoscopo in tutte le sue sfaccettature. Gruppo interessante da seguire ora e in futuro.
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Voto: 7.0
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