“Difatti Taylor non è di questo pianeta: atterrò circa cinque-sei anni fa a Boston, studiò al contrario il vocabolario americano e poi decise di entrare in una band metal”.
"Qualche anno fa mi sentivo totalmente slegato dalla realtà, come se stessi vivendo in un altro mondo. Avevo dei flash, vedevo il mondo attorno a me offuscato... era quasi come stare davanti a una televisione".
Attivi dal 2000 e con un paio di demo tutto sommato non eccelsi alle spalle,
tornano a farsi sentire i lombardi Ancient Dome e lo fanno con questo promo di
quattro tracce che andranno a comporre insieme ad altro materiale l’esordio sulla
lunga distanza intitolato “Human Key”. Il lavoro in questione quindi è stato editato
più che altro per trovare un contratto discografico per permettere al sopra citato
album di trovare spazio tra gli scaffali dei negozi. I nostri suonano thrash metal,
senza troppi fronzoli o modernismi; il sound richiama in primis la Bay Area e
si estende fino a toccare lidi maggiormente affini al tecno thrash di fine anni
ottanta. Un paio di tracce di questo promo pescano direttamente dalle fonti originarie
di Metallica, Testament, Forbidden e primi Slayer: stiamo parlando dell’opener
“Ancient Dome” e della conclusiva “Fall Of The Dominion”. La prima pare messa
li apposta per compiacere i puristi e sembra davvero che sia stata composta negli
eighties; la maggior parte degli stilemi thrash, dalle chitarre taglienti alle
ritmiche telluriche fino ad arrivare ad una prova vocale vicina a Russ Anderson
vengono rispettati, forse fin troppo alla lettera. Per ciò che concerne “Fall
Of The Dominion” segue le stesse orme, ma a metà traccia parte un rallentamento
da moshpit che la rende decisamente più apprezzabile dell’opener. Maggiormente
interessanti risultano essere “Human Key” e “State Of Regression”. In entrambi
i brani fanno capolino passaggi maggiormente tecnici, anche se non mancano stop-and-go
e rasoiate chitarristiche. Soprattutto “Human Key” richiama il lavoro di band
quali Xentrix e, in misura minore, Coroner e Metallica di “…And Justice For All”.
In definitiva ci troviamo davanti ad una band decisamente migliorata e che probabilmente
meriterebbe una chance discografica per dimostrare quello che realmente vale.
Voto: 7.0
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Il voto degli utenti di metalitalia: 8.5
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