"Se Ozzy sentiva la voglia di cambiare, aveva il diritto di farlo. Io gli voglio molto bene, mi ha aiutato molto in passato e se sono qui, oggi, lo devo in gran parte a lui!”
Non sapremmo davvero come giudicare un lavoro come “Narcosis” dei russi Comatose
Vigil. Questo infatti è una sorta di lungo EP contenente la stessa canzone riproposta
due volte, una con il cantato in inglese ed una con il cantato in russo. A completamento
di tutto ciò troviamo una sorta di bonus track non accreditata che ci pare essere
“Tears Of Time”, cover dei Crematory. Iniziamo col dire che i Comatose Vigil sono
in tre e che l’album esce sul mercato sotto l’egida della Solitude Productions.
Le due tracce sono tra loro praticamente indistinguibili, dato che il growl di
Vragomor è talmente profondo da non consentire una netta differenziazione tra
l’idioma natio e quello inglese. “Narcosis” è una lunga traccia di circa quindici
minuti, stilisticamente inseribile in ambito funeral doom, anche se al suo interno
vi sono delle divagazioni melodiche piuttosto accentuate che la rendono maggiormente
fruibile della media delle composizioni di questo tipo. Nonostante una band che
proponga una sola canzone sia virtualmente non giudicabile, non possiamo esimerci
dal dire che quel poco che fanno i Comatose Vigil lo fanno molto bene. Infatti
i nostri sciorinano una performance ottima, dando vita a tutta una serie di emozioni
in musica, che vanno dalla disperazione più nera fino ad un barlume di luce e
di speranza che si intravede in fondo al tunnel. Ovviamente i canoni funeral vengono
rispettati quasi in toto, a partire da un sound chitarristico molto saturo che
riempie i vuoti ritmici. Grande spazio viene concesso anche alle tastiere di Keyboard
Depressant, che sfrutta la sua strumentazione per creare sprazzi di melodia che
rendono più fruibile l’ascolto. Forse per i patiti del funeral tout court “Narcosis”
è fin troppo “solare”, ma resta il fatto che la band sembra voler aprire le porte
ad un pubblico più vasto. Per ciò che concerne “Tears Of Time” (siamo sicuri al
99% che sia lei; in caso contrario chi scrive si prende tutte le responsabilità
del caso scusandosi con la band ed i lettori), viene riproposta in maniera piuttosto
simile all’originale, seppure con un approccio più lento e controllato per un
risultato finale non disprezzabile. Insomma, i Comatose Vigil sono una band interessante,
sicuramente da tenere d’occhio, ma una sola canzone, per quanto lunga e complessa,
non è assolutamente sufficiente per poter valutare il loro lavoro con compiutezza.
Il voto in calce è da intendersi come sinonimo del più classico degli S.V.
Voto: 6.0
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