"Se Ozzy sentiva la voglia di cambiare, aveva il diritto di farlo. Io gli voglio molto bene, mi ha aiutato molto in passato e se sono qui, oggi, lo devo in gran parte a lui!”
Praticamente sconosciuti nel nostro paese, gli olandesi Heavy Lord rilasciano
questo secondo lavoro intitolato “Chained To The World”. Non essendo l’Olanda
una terra florida per la scena stoner (chi scrive ricorda solo i discreti 7Zuma7),
i ragazzi cercano i loro riferimenti al di fuori dei patri confini e cioè negli
Stati Uniti ed in Gran Bretagna. Questo lavoro infatti sembra un mix di stoner
di matrice statunitense unito al doom pesante degli Electric Wizard. Sin dalla
prima traccia, la title track, questo binomio appare evidente e sembra quasi di
ascoltare i Pantera in versione extra slow. La successiva “Serpento” non fa che
confermare quanto già detto, abbassando ulteriormente i ritmi. Con “Maelstorm”
gli Heavy Lord giocano a voler narcotizzare l’ascoltatore: il brano infatti dura
quasi undici minuti (non sarà l’unico di tale minutaggio) ed è quasi completamente
poggiato su di un riff che pare partorito dal Tony Iommi dei primi dischi dei
Black Sabbath; la voce di Steven (anche bassista) giunge a risvegliare dalla catarsi
quando ormai sono passati più di sei minuti! Dopo tale esperienza era quasi ovvia
la scelta di un brano veloce ed infatti ecco arrivare “Darius II”, dalle ritmiche
addirittura thrashy e dall’incedere particolarmente rude. Le successive “Looking
Into The Maker’s Eye” e “Eternal Crawl” sono anch’esse lunghe e pesanti, seppure
piuttosto semplici nel loro incedere: soprattutto la seconda traccia, introdotta
dal basso pulsante di Steven, vive di buoni spunti, sempre mutuati dai seventies
rivisitati in un’ottica non dissimile da quanto fatto dagli Eyehategod. Da segnalare
anche il rallentamento centrale dall’incedere praticamente funeral. L’album si
conclude con “Waiting To Die” che nulla aggiunge a quanto già ascoltato. Da segnalare
la buona performance di Jeff e Wes Lee alle chitarre che danno prova di avere
un gusto ed una sensibilità di tutto rispetto. Anche se non sarà un capolavoro,
questo “Chained To The World” è un album molto godibile e può essere un utile sollazzo in attesa dell’uscita
del nuovo Electric Wizard.
Voto: 7.0
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