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Gli Heavy Lord sono un gruppo doom/sludge provienente dall’Olanda e questo “The Holy Grail” è il loro demo, inizialmente uscito come autoproduzione nel 2004, che viene ristampato dalla Solitude Production (nome ispirato alla mitica canzone dei Candlemass?) che ha ritenuto l’opera meritevole di riedizione con l’aggiunta di una nuova canzone. Sette tracce, quindi, per circa un’ora di musica, tante carne al fuoco per gli olandesi che si muovono su coordinate sludge. Pesantezza a livello di chitarra, ritmi blandi, voce che si muove su coordinate soft, stoneriane diremmo, molto High On Fire a tratti, tutto registrato in fretta e tutto in analogico. I nostri infatti si vantano di stare in studio molto poco per le loro produzioni, per questo album non hanno fatto mistero di averlo registrato sotto l’uso di erba e altre sostanze. I suoni dei brani sono potenti, frutto di una registrazione che ha beneficiato di molte apparecchiature degli anni ’60 e ’70, dando quindi quel tocco di retrò che in questo genere non guasta affatto. I primi sei brani, quelli del demo originale, sono ancor più lenti e pesanti del nuovo pezzo, più “movimentato” sebbene sempre di doom si parli. La traccia che dà inizio al disco (e anche il nome) è un’intro, basata su un riff lento che poi sfocia sulle note di “Dope Smoking Days”, pezzo lento, cadenzato, e con un riff veramente pesante e indovinato. Presente anche un brano (“F.T.S.S.”) dalla lunghezza record di diciotto minuti, molto vario, con passaggi interessanti all’interno, ma diremmo del tutto improvvisato in studio. La nuova canzone, “Get Down There You Bitch”, è decisamente più energica e coinvolgente. Presenta sempre gli stessi canoni, il trademark degli Heavy Lord, ma suona leggermente più fresca, decisamente più godibile. I suoni sono identici a quelli già descritti. Un nuovo album non dovrebbe tardare molto: band interessante, da seguire se siete appassionati del genere.
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