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Amanti del progressive metal annotate sull’agenda il nome degli Art Of Simplicity
perché in un futuro prossimo potrebbero diventare una delle band di punta dell’intera
(sotto)scena. "Caught In This I Less Storm", ci mostra sei ragazzi alle prese
con una musica senza frontiere che tra heavy metal, rock, dark e jazz, che tortura
le orecchie e il cervello dell’ascoltatore alternando atmosfere sognanti a pezzi
aggressivi, passaggi oscuri e cerebrali a stacchi nervosi, senza dimenticare un
pizzico di freddezza elettronica che di tanto in tanto trova spazio fra i brani.
L’inizio (trascurando l’intro) è subito indicativo: “Vigil” è una canzone “schizzata”,
che ci ricorda per approccio mentale, emotività ed interpretazione vocale i Pain
Of Salvation di “Entropia” e “One Hour By The Concrete Lake”. L’influsso della
band svedese non si fermerà alla prima traccia anche perché la timbrica del singer
Giorgos sembra clonata direttamente da Daniel Gildenlow in persona, tuttavia il
sestetto greco dimostra di potersi muovere già con le propie gambe, grazie agli
inserti di violino utilizzati sistematicamente, all’utilizzo di strumenti a fiato
ed alla voglia di sperimentare, con dissonanze vertiginose come accade in alcuni
frangenti della disturbante “Iless”. “A Search For Numb” e “From A Frightened
Soul”, si contendono lo scettro di brano più bello; la prima è una canzone che
predilige il lato emozionale, mentre la seconda segue un andamento più progressivo
che comprende un inizio oscuro, ritmiche heavy in una fase centrale più pesante
e un ritornello di presa ma non banale. D’obbligo una citazione per “The Last
Lust”, pezzo più lungo ed articolato del disco che colpisce soprattutto per un
finale da brividi in un crescendo che inizia con suggestioni psichedeliche da
jam session e abbraccia assoli di chitarra e tastiera, vocalizzi femminili su
un tappeto ritmico strepitoso. Qualche piccola crepa affiora solo quando il sound
generale appare appesantito da qualche orpello strumentale di troppo che va a
limitare la scorrevolezza delle linee vocali come accade in “Looks From The Mirror”,
ma considerando che “Caught In This I Less Storm” è il debutto ufficiale per la
band ellenica, si può parlare di peccato veniale. A dispetto del monicker gli
Art Of Simplicity suonano musica articolata che richiede un ascolto attento e
impegnativo, reso appagante da classe e personalità che potrebbero portarli lontano.
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