"Se Ozzy sentiva la voglia di cambiare, aveva il diritto di farlo. Io gli voglio molto bene, mi ha aiutato molto in passato e se sono qui, oggi, lo devo in gran parte a lui!”
Chi conosce ed ha avuto il piacere di ascoltare i loro precedenti lavori, sa cosa aspettarsi dalla musica degli Inhumate: una serie di canzoni convulse ed avvolgenti; rasoiate che uniscono il classico songwriting grindcore di matrice Napalm Death con la follia dei Brutal Truth di un po' di anni fa e alcune delle atmosfere malsane di certi Cripple Bastards. Un disco di puro death-grind, insomma. Non fa eccezione questo "The 5th Season", nuovo capitolo del concept sulla vita umana che da tempo fa da base alla proposta del quartetto francese. L'album è una raccolta di brevi brani cantati da una delle voci più schizzate della scena, suonati con una passione e un trasporto che hanno pochi eguali al giorno d'oggi. Va inoltre sottolineata nuovamente l'abilità dei nostri nel rielaborare e rendere sempre gradevoli quelli che indubbiamente oggi sono stilemi stra-noti: "The 5th Season" è un lavoro che stilisticamente non inventa nulla, ma ha il pregio di essere composto da episodi molto efficaci e vitali, nei quali è sempre in bella mostra la qualità principale del songwriting del gruppo, ovvero i continui cambi di tempo e le strutture mai troppo ovvie. Un album che dunque profuma di genuinità ed esperienza e che, pur non regalando grosse sorprese, finisce per fornire solo conferme sulla grande solidità e passione degli Inhumate.
Voto: 7.0
Vota anche tu!
Il voto degli utenti di metalitalia: 5.5
Gli utenti registrati possono esprirmere il loro voto su tutti gli album recensiti su Metalitalia.com.
Non sei ancora registrato ? Cosa aspetti... Unisciti a noi!