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Sorprendente seconda release per gli italiani Raintime, qui autori di un disco
in grado di convincere già dalle prime battute. Il gruppo ha una solida base classica
sulla quale si innestano elementi di death melodico scandinavo e progressivo,
il tutto con un'ottima ricerca di melodie ed un'immediatezza non certo comuni.
Colpiscono infatti in positivo i ritornelli azzeccatissimi e di gran presa che
costellano tutto questo piccolo tesoro dal titolo “Flies And Lies”. Influenze
di In Flames, Children Of Bodom o Soilwork si mischiano alla grande con aperture
affini al metal tradizionale e power moderno. Claudio Coassin si rende protagonista
in più di un'occasione alternando pesanti strofe in growl a chorus ottimamente
cantati in voce pulita. La potenza dei riff e della sezione ritmica fa da contraltare
ad un atmosferico tappeto tastieristico fatto di passaggi ispirati ed intelligenti
inserti elettronici. Ne scaturisce un mix vincente che trova la sua massima espressione
in pezzi quali la titletrack o “Rainbringer”, due pezzi tirati, di grande impatto
ed in grado di competere ad armi pari con le ben più blasonate uscite scandinave.
“Flies And Lies” è un lavoro vario, nel quale emergono varie sfaccettature del
sound dei Raintime ed è impossibile non segnalare il bellissimo lento “Finally
Me”, in cui il bravo cantante da sfoggio di tutta la sua bravura sulle clean vocals.
Non mancano anche collaborazioni speciali dietro al microfono ed ecco quindi Jacob
Bredahl (Hatesphere) esibirsi su “Apeiron” o Lars Larsen (Manticora) cantare il,
non a caso, powerissimo ritornello di “Another Transition”. Ciliegina sulla torta
e piacevole sorpresa è “Beat It”, un'esplosiva cover di Michael Jackson. Dei suoni
perfetti ad opera del celebre Tommy Hansen completano un prodotto moderno e dal
notevole potenziale. “Flies And Lies” sembra quindi un disco destinato a lasciare
il segno e ci sarebbe proprio da stupirsi se così non fosse.
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