“Difatti Taylor non è di questo pianeta: atterrò circa cinque-sei anni fa a Boston, studiò al contrario il vocabolario americano e poi decise di entrare in una band metal”.
"Qualche anno fa mi sentivo totalmente slegato dalla realtà, come se stessi vivendo in un altro mondo. Avevo dei flash, vedevo il mondo attorno a me offuscato... era quasi come stare davanti a una televisione".
Introduzione a cura di Gennaro Dileo Report a cura di Gennaro Dileo e Maurizio "MoRRiZz" Borghi Foto di Barbara Francone (Roadrunner Records - www.roadrunnerrecords.it)
Il quarto e ultimo giorno di questa monumentale manifestazione è sicuramente quello che desta più curiosità, in quanto sono in molti a chiedersi se i Guns 'N' Roses annulleranno la loro esibizione o se finalmente torneranno a farsi acclamare come regali superstar dai numerosi fan che li attendono con un filo di incorruttibile speranza da troppi anni. Korn, Deftones e Alice In Chains sono i gruppi che rappresentano l'ala più alternativa della manifestazione e, soprattutto, avremo modo di vedere se William Duvall riuscirà a non far rimpiangere l'operato del mitico Layne Staley. Nel corso della giornata sarà divertente notare il pubblico diviso tra rocker attempati con bandiere e striscioni dei Guns 'N' Roses e il cosiddetto popolo "alternativo" ricoperto di piercing & tattoo in attesa e pronto a farsi investire dalle sfuriate isteriche di Jonathan Davis e delle trame oscure e cervellotiche dei Deftones di Chino Moreno. Inoltre, ci attendiamo molto sia dai Soulfly che dagli Stone Sour, due band che sul palco hanno sempre dimostrato il proprio valore, mentre desta curiosità l'inserimento nel bill dei Benedictum e dei Dragonforce, decisamente fuori contesto, ma che potrebbero rivelarsi delle piacevoli sorprese. In tutto questo meltin’ pot ne vedremo sicuramente delle belle... Intanto ci scusiamo con i 10 Years e i loro fan, ma siamo stati impossibilitati a seguire la loro esibizione, peraltro davvero breve.
Ci pensano i ragazzi di San Diego a scaldare la platea come si deve alle dieci del mattino con il loro poderoso heavy metal che ricorda non poco i Black Sabbath dell'era Dio. Potenti, affiatati e vogliosi di emergere, sputano in faccia al pubblico alcuni brani dell'acclamato debut-album, che ha raccolto ampi consensi dal pubblico e dalla critica europea. Ottima la presenza scenica dello scatenato bassista Jesse impegnato a correre come un indemoniato da una parte all'altra del palco e del mastodontico chitarrista nero Pete Wells, con il sorriso sempre stampato sulle labbra, mentre la cantante Veronica, dal punto di vista squisitamente scenico, è apparsa a tratti impacciata e comprensibilmente emozionata, facendo comunque esplodere le sue potenti corde vocali su brani come "Uncreation", "N#4", "Benedictum" e "Mysogin". Inoltre, segnaliamo la presenza alle backing vocals dell'italianissimo Tito degli Ottava Strada, ragazzo che si è dimostrato assolutamente a proprio agio sul palco e che con la sua voce aggressiva ha dato maggior corpo alle strofe cantate in coppia con Veronica. Sorprendenti.