Introduzione a cura di Marco Gallarati
Report a cura di Alessandro Corno e Marco Gallarati
Fango e Sole: dopo pioggia e maltempo del dì prima, ecco i nuovi protagonisti
della seconda giornata del Gods Of Metal 2007. E se il Sole, pur se non dirompente
nel suo massimo splendore, ha presenziato caldo per quasi tutto il giorno, l’ingombrante
fanghiglia, mutevole e zollosa, ha trasformato ben presto il prato dell’Idroscalo
in un campo arato e paludoso, per la gioia di tutti noi metallari incerti e barcollanti
fra i saliscendi del terreno infame. Constatato con disappunto il drastico rimpicciolimento
– rispetto allo scorso anno – del tendone dedicato al ‘rifocillame’ vario, il
nostro festival più importante e prestigioso si conferma di livello assoluto per
gli spettacoli degli artisti, mentre continua a non offrire abbastanza sotto l’aspetto
‘ad un festival non si va solo per la musica’ (leggasi: pochissimi stand, merchandise
a prezzi stellari, minima visibilità del MySpace stage, tanto decantato). Ma tant’è,
ormai siamo abituati: forse meglio farsene una ragione una volta per tutte e non
rodersi ogni volta; anche perché, in una stagione in cui l’Italia brulica di appuntamenti
da cima a fondo, le alternative sembrano proprio non mancare. E quest’anno non
ci si può lamentare di cibo e birra, idem per l’annosa questione sui braccialetti
di entrata/uscita, pian piano in via di risoluzione. Ma parliamo di musica, dunque:
la potremmo pure chiamare, questo 3 giugno, ‘la giornata delle keyboards’! Tutte
le band si sono presentate con una tastiera on stage, esclusi gli headliner che
però avevano anche loro un tastierista nascosto a lato del palco. Letteralmente
mostruosi, Dio, Iommi, Butler e Appice, alias Heaven And Hell, alias Black Sabbath,
hanno scritto una pagina importante del Gods Of Metal tutto; così come del resto
anche i Dream Theater, esibitisi nell’intero “Images And Words”, per la gioia
di grandi e piccini – mai visti così tanti ragazzini con indosso le loro magliette!
E poi Dark Tranquillity, Blind Guardian e Dimmu Borgir, tre pezzi grossi che fra
una decina d’anni si spera potranno essere finalmente headliner, sempre che l’immortalità
non colga in pieno i ‘soliti gruppi che suonano per ultimi al Gods’; e ancora
Symphony X, DGM e Sinestesia, buoni esempi di come power e prog riscuotano successi
encomiabili nel nostro Paese. Unici ad essere ‘leggermente’ fuori posto, gli Anathema
hanno fatto del loro meglio in condizioni proibitive. Un buon afflusso di pubblico,
nessuno scivolone orario e neanche un intoppo tecnico fanno sollevare definitivamente
il pollice verso l’alto, per una giornata piacevole e, soprattutto per i fan del
Teatro del Sogno, indimenticabile. Appuntamento fra qualche giorno, dunque, con
la terza puntata del GOM 07 e con il signor Madman in persona…
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