Live report a cura di Alessandro Corno
Foto a cura di Giuseppe Craca
Un concerto di Ozzy Osbourne non è una cosa poi così frequente e la data che lo storico frontman dei Black Sabbath ha tenuto lo scorso 5 luglio a Piazzola Sul Benta era un evento imperdibile per i suoi fan. Forte del nuovo e discreto album “Scream” e della spettacolare autobiografia “I Am Ozzy”, che avrà sicuramente contribuito a rafforzare il suo status di leggenda vivente, Ozzy ha trovato a occhio e croce cinque-seimila persone ad attenderlo di fronte al palco. Non male se si pensa alla data infrasettimanale e al notevole costo del biglietto. Metalitalia.com ha avuto l'onore di fare la sua piccola parte in questa preziosa occasione permettendo a cinque (alla fine sette) suoi lettori di incontrare Ozzy di persona e il nostro racconto di questa giornata inizia proprio da lì.
IL MEET & GREET
Come molti di voi sapranno, grazie alla collaborazione con Live e Sony Music, Metalitalia.com ha organizzato in esclusiva un incontro di alcuni suoi lettori con Ozzy. Cinque erano i fortunati che si sarebbero aggiudicati l'ambita opportunità di stringere la mano a uno dei capostipiti della musica heavy e di ricevere inotre un ingresso omaggio per il concerto e una copia dell'ultimo album “Scream”. Eccoci dunque qui fuori dai cancelli con i cinque fortunati un'oretta prima dell'inizio dei concerti, in trepidante attesa di accedere all'area backstage. A sorpresa ci viene concesso di ammettere all'incontro anche altri due ragazzi che viaggiavano assieme a due dei vincitori e veniamo scortati dietro al palco dove, dopo pochi minuti, fa capolino Ozzy. C'è tempo giusto per una battuta, un autografo e qualche foto a testa, scattate dal nostro fotografo Giuseppe Craca. L'emozione dei sette ragazzi, cosiccome quella di noi che li accompagnamo, è palese. Ozzy, nerovestito, truccato e armato di pennarello, è piuttosto tranquillo, disponibile e accetta volentieri una maglia azzurra per lui personalizzata regalatagli proprio da uno dei cinque nostri lettori (la stessa maglia che Ozzy indosserà poche ore dopo durante il finale del concerto). Passano pochi minuti, Ozzy saluta e si dilegua, e la sicurezza invita tutti a lasciare il backstage e ad accedere all'area concerti. Soddisfatti sia per noi che per i nostri lettori, non possiamo fare altro che ringraziare Live e Sony Music per averci permesso di co-organizzare un'iniziativa così unica.
IL CONCERTO
Tocca ai Labyrinth aprire per Ozzy e per loro è una vetrina a dir poco prestigiosa nonché un'altra occasione d'oro per celebrare questo loro rilancio dopo il rientro in formazione dello storico chitarrista e songwriter Olaf Thorsen. Discreto il numero di loro sostenitori sotto al palco, nonostante il power metal proposto dal sestetto non sia esattamente in linea con lo stile molto più tradizionale dell'headliner. La loro prova è apprezzata e gli applausi non mancano, indice che questo gruppo goda ora di un rinovato seguito. Buona la prestazione soprattutto a livello strumentale, mentre il singer Roberto Tiranti appare un tantino meno in forma rispetto ai suoi standard e in vari passaggi tende a risparmiarsi un po' troppo. Solo una manciata i brani a disposizione per una mezz'oretta di set che passa dalla nuova e convincente “A Chance” fino alle più datate e sempre apprezzatissime “Moonlight”, “New Horizons” e “In The Shade”. Non perfetti come in altre occasioni, i Labyrinth aggiungono comunque un altro importante tassello a questo loro nuovo-vecchio corso che li sta riportando ai vertici della scena classic-power italiana.
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