Introduzione a cura di Marco Gallarati
Report a cura di Marco Gallarati, Maurizio 'MoRRiZZ' Borghi, Paolo 'Cernunnos' Vidmar e Valentina Spanna
Foto di Barbara Francone
Standisti: Alessandro Corno, Matteo Cereda, Maurizio 'MoRRiZZ' Borghi, Marco Gallarati e Valentina Spanna
Per Metalitalia.com l’edizione numero 1 del Frozen Rock Open Air è stata di particolare
interesse e valore, non solo per l’ottima qualità delle band impegnate e per la
bella giornata trascorsa, ma anche perché il vostro portale metal preferito ha
avuto finalmente il piacere e l’onore di poter allestire ed organizzare il primo
stand promozionale della sua storia. E per essere dei pivellini in merito, difficile
dire di noi che non ce la siamo cavata più che bene! Ringraziando ancora una volta
chi di dovere – organizzazione, etichette, distributori, colleghi della carta
stampata e soprattutto voi accorsi al banchetto! – procediamo ora con il solito
report riguardante questo bel festival esordiente, del quale fra l’altro eravamo
partner ufficiali. E bando alle ciance e alle auto-celebrazioni, quindi! Un Sole
pieno, caldo e indefesso per tutta la durata della manifestazione ha accolto il
plotone di vostri redattori in quel di Marcon, poco oltre Venezia, in piena mattinata.
Una buona oretta per completare l’allestimento dello stand e ci si comincia a
chiedere quando mai verranno aperti i cancelli: la classica coda al casello di
Mestre, infatti, ha fatto probabilmente ritardare un po’ troppo la massa mattutina
di pubblico previsto, e quindi lo sciame di astanti è stato fatto affluire all’interno
della location solamente intorno all’una! Un ritardo che non verrà praticamente
mai recuperato, se non troncando di mezzora ciascuna le esibizioni di Meshuggah
e Lacuna Coil. Molto carino è risultato essere il Prato dei Popoli, piccolo al
primo impatto, ma perfetto invece per la quantità di gente accorsa (stimeremmo
intorno alle 1500 unità); situato tra un campo da calcio ed un campo e basta,
il prato ha ospitato un capiente tendone ‘modello Festa della Birra’, con tante
panche e tavoli; uno stretto spazio verde tra palco e tendone formava il pit e
la platea, mentre stand vari stazionavano ai fianchi del suddetto tendone-ristorante;
opposto al palco, un fornitissimo servizio catering dispensava cibarie di diverso
tipo, fra cui ha spiccato il gustoso e simpatico cono-pizza! Prezzi alti, ma in
media con i festival italici di quest’anno, non hanno fatto storcere più di tanto
il naso, mentre molto positivo il fatto che le zone d’ombra erano decisamente
più di quelle al Sole. E le band, direte voi? Il bill era ottimo, poco da dire:
soltanto i Lacuna Coil hanno un po’ stonato nel carattere underground dell’evento;
ed infatti, purtroppo per loro e per la civiltà del metallaro medio, non sono
mancati, durante la performance dei milanesi, cori pro-Meshuggah e poco gentili
sfottò all’indirizzo di un’incolpevole Cristina Scabbia. Brutti episodi, ancora
una volta. Meshuggah, My Dying Bride ed Entombed, precursori nei loro rispettivi
generi, hanno fornito prove maiuscole; Schizo e Brutal Truth sono stati viaggi
nella Storia mica male, con gli yankee assoluti protagonisti; Disillusion e Natron,
infine, hanno aperto degnamente il Frozen Rock. Lasciandovi ora ai trafiletti
band-by-band, ci auguriamo di rivedere questo festival anche l’anno prossimo,
speranzosi di esserne di nuovo protagonisti diretti! Up the horns!
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